Ugo Mulas. La Fotografia

Ugo Mulas fotografato da Gianni Berengo Gardin, Como 1969.
Ugo Mulas fotografato da Gianni Berengo Gardin, Como 1969.

Con la primavera ripartono le grandi kermesse d’arte e, nel nostro caso, si aggiornano quelle sulla fotografia: iniziamo con la prima!

Inaugurata pochi giorni fa, quella che Brescia dedica a Ugo Mulas è una delle più grandi retrospettive mai creata sul noto fotografo italiano scomparso poco più di quarant’anni fa a Milano.

Di seguito è riportato il testo della cartella stampa della mostra.

Promossa da Comune di Brescia e organizzata da Fondazione Brescia Musei, la mostra che si è aperta il 16 aprile nello splendido complesso del Museo di Santa Giulia, patrimonio UNESCO, è il frutto di una condivisione di intenti con l’Archivio Ugo Mulas – nelle persone di Valentina e Melina Mulas – che con la courtesy di Galleria Lia Rumma ha accolto l’invito della città e del fotografo Renato Corsini a partecipare a questo progetto.

Valore aggiunto di questa occasione bresciana, la curatela critica e attenta di Jean-François Chevrier, storico dell’arte e della fotografia, docente all’Ecole nationale superieure des Beaux-Arts di Parigi, autore di numerose pubblicazioni e curatore di importanti rassegne. 
 
Il percorso costruito da Chevrier attraverso una ricca selezione di fotografie tra quelle che lo stesso Mulas aveva scelto di riprodurre nel 1973, mette in relazione i tre principali filoni in cui si è espressa la sua opera: i reportages sull’arte e sugli artisti, le indagini documentarie sul contesto urbano e, infine, l’analisi degli elementi costitutivi del procedimento fotografico.
Le fotografie che si riferiscono al primo ambito evidenziano come Ugo Mulas sia stato un grande osservatore e interprete delle novità apparse nel mondo dell’arte in Italia e negli Stati Uniti durante gli anni ’60. Il suo libro sulla “nuova scena artistica newyorkese” (New York: The New Art Scene, 1967), comprova che un reportage artistico può essere anche il risultato del lavoro di un critico d’arte. I suoi ritratti di artisti, spesso intenti nel loro lavoro, e gli interni d’atelier mostrano personaggi e opere, certo, ma documentano anche atteggiamenti e comportamenti. 
Bresciano di nascita ma milanese di adozione, Mulas concepiva la sua attività di fotografo come un processo di apprendimento – applicato in particolare al territorio vissuto e al contesto urbano –  nel corso del quale ha sempre tenuto legate arte e conoscenza, sperimentazione ed esperienza.
Questo approccio è riconoscibile in tutto il corpus della sua opera, e in modo quanto mai evidente nello studio metodico – in cui si combinano immagini e testi – che egli riservò all’operazione fotografica.

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Quando: dal 16 Aprile al 13 Luglio 2014

Dove:  Museo di Santa Giulia – Brescia

Costo:  intero € 10,00
ridotto € 7,50

Orari: 

  • dal 1 ottobre al 15 giugno
         da martedì a domenica ore 9.30-17.30 (chiusura biglietteria ore 16.30)
         Il museo rimane chiuso nelle giornate del 24, 25 e 31 dicembre. 1 gennaio apertura dalle 12.00 alle 17.30
        
  • dal 16 giugno al 30 settembre
         da martedì a domenica ore 10.30-19.00 (chiusura biglietteria ore 18.00)
         mercoledì ingresso con visita tematica con partenza alle 19.00 e alle 20.30
         
         Chiuso tutti i lunedì non festivi.
 

 

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